Energia sessuale

Intervista di Alexander Blair-Ewart a Florinda Donner-grau Testo estratto dal libro; Carlos Castanedea e le streghe del nagual

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A.B:Ogni Nagual ha un suo modo di lavorare. E’ vero che Castaneda e’ descritto come il Nagual dei cacciatori’?

F.D: si, ma ….non saprei e’ un sognatore.

A.B : certo,anche questo e’ innegabile.

F.D: e poi che significa sognare? Non cio’ che si intende comunemente. E’ uno stato diverso non ha niente a che vedere con l’essere addormentato, il tuo comportamento e’ perfettamente normale e coerente, ma c’é qualcosa in te che agisce energeticamente ad un livello diverso.

A.B: un qualcosa che é anche nei tuoi occhi. Un qualcosa nei tuo occhi che significa anche guardare due mondi simultaneamente.

F.B: esatto. E questo significa inoltre demolire la barriera percettiva; tutto cio’ che percepiamo, qualunque cosa sia viene filtrato dal sistema sociale. Intellettivamente siamo disposti ad ammettere che la percezione é determinata dalla cultura, ma ne rifiutiamo l’esistenza ad altri livelli. Tutto ciò é assurdo, perche’ in realtà un altro livello esiste. Dico soltanto, visto che sono coinvolta con queste persone e al tempo stesso vivo in questo mondo, che e’ possibile percepire a entrambi i livelli ed essere completamente coerente e impeccabile in ambedue.

A.B ..a proposito di impeccabilita’, che cos’e’?

F.D:..sapere esattamente cosa dover fare, soprattutto per le donne; noi donne siamo state educate a essere creature insignificanti. E’ incredibile come le donne siano cosi’ insignificanti. Non dico che gli uomini non lo siano, solo che essi, comunque la si voglia mettere, sono sempre dalla parte vincente. Perdenti o no, il modello dominante e’ maschile. Il nostro mondo e’ un mondo maschile, qualunque sia la posizione economica delle donne il loro atteggiamento verso una qualche ideologia femminista. Nella nostra società i vincitori son sempre gli uomini.

A.B..Nel libro tu dici che le donne sono rese schiave dal loro attaccamento alla sessualita’ maschile. Puoi parlarne?

F.D.. Certamente. Prima di tutto, una delle cose che piu’ mi hanno sconvolta e che mi son rifiutata di credere per un certo tempo era quest’idea della nebbia provocata dal rapporto sessuale. Mi venne inoltre spiegato che quello che realmente accade nel rapporto sessuale é che, quando l’uomo eiacula, non solo la donna riceve il seme, ma in quell’attimo di esplosione energetica si formano quelli che Don Juan chiama “vermi energetici”, filamenti. E questi filamenti rimangono nel corpo. Da un punto di vista biologico, fanno sì che il maschio ritorni dalla stessa femmina e si prenda cura della prole. Egli riconoscerà la sua prole dai filamenti a un livello energetico totale.

A.B..Qual é lo scambio di energia nel rapporto sessuale ?

F.D..La donna nutre l’uomo energeticamente. Secondo don Juan le donne sono la pietra angolare della perpuatuazione della specie umana, e la maggior parte dell’energia proviene dalle donne, che non solo tengono in grembo, partoriscono e allevano i figli, ma garantiscono anche la posizione del maschio all’interno di questo processo.

A.B..Quindi la donna e’ assoggettata per via di questa nebbia. Come fa ad affrancarsi?

F.D..Se parliamo da un punto di vista biologico, e’ assoggettata? Secondo gli stregoni sì, nel senso che la donna si osserva sempre attraverso il maschio, non ha scelta. Mi arrabbiavo moltissimo tutte le volte che discutevamo di questo; piu’ volte ritornavo sull’argomento con loro, soprattutto perché questo accadeva nei primi anni settanta, quando il movimento femminista stava raggiungendo il suo apice. Io mi opponevo alla loro idea, dicendo, no, le donne hanno fatto dei passi da gigante”. Guardate cosa hanno raggiunto”. E loro di rimando: “no. Non hanno raggiunto niente”. Per gli stregoni, la rivoluzione sessuale – e bada bene che non erano pudici, non erano moralisti, erano solo interessati all’energia -, il fatto che le donne fossero liberate sessualmente in certo qual modo le rendeva ancor più schiave perché non si limitavano più a nutrire energeticamente un solo maschio, ma molti.

A.B.:Interessante.

F.D..Per loro tutto questo aveva del paradossale e ciò che sta accadendo in questi giorni era stato previsto da don Juan negli anni settanta. Egli diceva che la sorte delle donne sarebbe precipitata, che si sarebbero indebolite, e lo sono. Le poche donne con cui ho parlato – durante conferenze e in occasione della presantazione dei miei libri – concordavano con queste idee, e la cosa é molto interessante. Credevo infatti di incontrare notevoli difficoltà sull’argomento,ma proprio quelle donne che avevano avuto numerosi amanti affermavano di essere esauste, e non sapevano perché.

A.B..Stiamo quindi parlando di qualcosa che va al di là della sessualità.

F.D..Originariamente, al di là dell’aspetto sessuale, il femminile, l’utero, fa’ sì che la donna sia più vicina allo spirito, in quel processo di avvicinamento alla conoscenza che è l’essere nel sogno. L’uomo e’ un cono rivolto verso l’alto, e stando alla definizione di cono è distinato a raggiungere un punto terminale. Il cono é una forza energetica. Egli lotta perché non é vicino allo spirito, o come si voglia chiamare la grande forza energetica presente tutta intorno a noi. Secondo gli stregoni, la donna é esattamente l’opposto, il cono é rovesciato. Le donne sono collegate in maniera diretta a questa forza, perché per lo stregone l’utero non e’ solo un organo della riproduzione, e’ un organo deputato ai sogni, un secondo cervello.

A.B..E’ un cuore.

F.D..E’ un cuore, e di fatto le donne aquisiscono conoscenza in maniera diretta, eppure non ci e’ mai stao consentito, nella nostra societa’ come in altre, di definire cosa sia la conoscenza. E le donne che creano o aiutano a formulare il corpo di conoscenze lo devono fare in termini maschili. Prendiamo una donna che fa’ ricerca: se non rispetta le regole stabilite in precedenza dal maschio, i suoi lavori non verranno mai pubblicati. Puo’ compiere delle piccole deviazioni, ma sempre entro la medisima matrice. Alla donne non é permesso fare nient’altro.

A.B.. Quindi la sciamana e’ colei che sfugge a questo ipnotismo.

F.D..All’ipnotismo sociale,sì. E’ molto interessante che tu accenni all’idea dell’ipnotismo anche don Juan diceva sempre – ai tempi in cui la psicologia ruotava attorno alle teorie Freudiane – che eravamo troppo passivi. Per noi la scelta era invariabilmente tra Mesmer e Freud. Esseri mesmerici, ecco cosa siamo non abbiamo mai intrapreso quell’altra via….

A.B..La via dell’energia, giusto.
F.D..E ciò non sarebbe mai accaduto se Freud non avesse avuto la supremazia.

A.B..Beh, adesso l’ha persa.

F.D..No, non prorio perché se si considera tutto ,chissà quante generazioni ci vorranno prima che la perda. Diciamo che e’ stato screditato intellettualmente, però l’intera nostra cultura….parliamo tutt’ora in quei termini, comprese le persone che neppure sanno chi é Freud. Fa’ parte del nostro linguaggio, della nostra cultura.

A.B..Si, lo so’. E’ molto frustrante aver a che fare con persone che si accostano alla realtà da questa prospettiva psicologica ormai trita.

F.D..Certo. E non sanno neppure da dove provenga, perché fa’ parte del nostro bagaglio culturale.

A.B.. La sciamana però é affraccanta da questa condizione.

F:D..beh, affrancata nel senso che una volta vista la struttura sociale per quello che é -un accordo-per lo meno sei più cauta nell’accettarla. La gente dice: “Guarda quanto é diversa la vita dai tempi di tua nonna di tua madre”. Non vero, rispondo, é solo una questione di grado, ma nulla é diverso. Se avessi vissuto la mia vita alla maniera stabilita per me..certo,sarei più istruita, avrei avuto maggiori possibilità, avrei comunque fatto la fine di tutti, sposata, frustrata, con figli che probabilmente adesso odierei


La Tensegrità a Milano

Il predatore che don Juan mi aveva descritto non aveva nulla di benevolo. Era immensamente grande, osceno, indifferente. Avevo percepito con chiarezza il disprezzo che provava nei nostri confronti. Non c’era da dubitare che tanto tempo addietro quelli della sua specie ci avessero schiacciati, rendendoci, come aveva detto don Juan, deboli, vulnerabili e docili. Mi tolsi gli indumenti bagnati, infilai un poncho, poi mi sedetti e piansi fino a non poterne pii. Ma non era per me stesso che piangevo. A difendermi dai predatori avevo la mia collera, il mio inflessibile intento. Piangevo per i miei simili e soprattutto per mio padre. Fino a quel momento non mi ero reso conto di quanto lo amassi. “Non ha mai avuto una sola possibilità” mi sentii ripetere più volte, come se quelle parole non mi appartenessero. ll mio povero padre, la persona più premurosa che avessi mai conosciuto, cosi tenero, così gentile, cosi inerme.
Carlos Castaneda Il lato attivo dell’ infinito

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Classi di Tensegrity® Cleargreen
Domenica 5 novembre 2017
Palestra Yogarte h 17,00 – 19,00
Milano

Ciclicità Serie X
Ripulire i nostri legami – Madre e Padre
Seconda Parte: Il Padre

“Essere uno stregone significa “andare alla sorgente”. Una volta che noi accettiamo la nostra sorgente biologica, le nostre madri, e padri, la libertà della percezione si apre…” – Carlos Castaneda
Raggiungere e mantenere questo stato di maggiore consapevolezza, tuttavia, può essere spesso una strada lunga e da conquistare con fatica, e questa serie di lezioni sulla nostra connessione con nostro padre, può agire per facilitare il nostro cammino e spingerci in avanti.

In queste Lezioni esperienziali:
1) vedremo chi si comportava come nostro padre tra i nostri antenati;
2) troveremo scene relative a questo;
3) seguiremo una meditazione guidata attraverso la vita adulta e l’infanzia di nostro padre, cercando di capire chi sono al di là del loro ruolo di genitore, ciò che sono riusciti a realizzare e a sognare, ed il lignaggio al quale loro e noi apparteniamo;
4) scriveremo lettere di gratitudine;
5) cambieremo il nostro punto di vista su noi stessi e ci chiederemo: Cosa abbiamo fatto noi? E come ci siamo comportati noi in questo ruolo di padre con qualcun altro nella nostra vita?
A meno che non abbiamo una famiglia nostra, noi possiamo non renderci conto che spesso i nostri genitori non sono gli unici ad avere degli obblighi familiari.

Anche noi, come figli, siamo chiamati a un compito – raccogliere le parti migliori di loro, e del lignaggio al quale noi apparteniamo, e portarle avanti…

Sede
Il centro Yogarte si trova in: Via M. Albertinelli 6, 20148 Milano (ang. P.le Segesta)Mezzi pubblici nelle vicinanze:
M5 Segesta — Metro 5, fermata SEGESTA
M1 Lotto — Metro 1, fermata LOTTO
Tram 16
Bus 98
Bus 49

Note
Indossare abiti comodi e scarpe da ginnastica.
Portare carta e penna (o il vostro diario di “navigazione”), se lo si desidera il proprio materassino (il centro dispone comunque di materassini, coperte e cuscini).
La partecipazione ad ogni Lesione (Classe) richiede un contributo di 20,00 Euro. Il pagamento può essere fatto all’inizio di ogni lezione.
Le lezioni sono aperte a tutti, esperti e nuovi praticanti
Le lezioni verranno condotte da Andrea Delsin – Facilitatore di Tensegrity®.
Per iscriversi è necessario inviare una mail a delsin@live.it con nome cognome e numero di telefono

NOTA IMPORTANTE: alcuni “Passi Magici” comportano dei movimenti che coinvolgono tutto il corpo. Segnalare prima della pratica se ci sono impedimenti, disfunzioni o parti del corpo dolorose e soggette a qualsiasi forma di terapia.

In questa Prima Serie di 4 Lezioni ci focalizzeremo sulla nostra relazione con nostro Padre, o con chi ne ha fatto le veci – e praticheremo i Passi Magici della “Serie Maschile – Focalizzare l’energia dei tendini”, presenti nel libro di Tensegrità.

Il prossimo Ciclo di quattro Lezioni (Ciclicità XI – previste verso Dicembre/Febbraio 2018): Onorando i nostri Partners – Passato e Presente.

Queste Lezioni sono offerte da Cleargreen Inc. in collaborazione con i Facilitatori e dai Facilitatori in formazione di Tensegrity® nei Gruppi di Pratica di tutto il mondo.

Info: delsin@live.it


Il fuoco dal profondo

Il FUOCO DAL PROFONDO

Secondo i veggenti del Messico antico tutti gli esseri viventi muoiono perché devono ridare indietro la consapevolezza che hanno ricevuto dall’Aquila alla nascita. Quando nasciamo, l’Aquila ci dà una certa quantità di consapevolezza che tutti noi siamo tenuti ad incrementare per poi restituirla… e questo atto di forzarci ad aumentare il nostro livello di consapevolezza è il modo in cui l’Aquila -Infinito o mare oscuro della consapevolezza- ci dà il suo affetto… dopo averla ripresa indietro la ridistribuisce nuovamente a tutte le creature viventi… leggi: consapevolezza = affetto. I veggenti del lignaggio di don Juan hanno però scoperto che l’Aquila non è affatto interessata alla nostra morte, ma solo alla consapevolezza che rivuole indietro, così essi hanno escogitato una sorta di stratagemma: la Ricapitolazione. Si tratta di ridare indietro all’Aquila la consapevolezza prodotta dalle nostre esperienze di vita, senza dover necessariamente morire.

“Ad ogni essere vivente è stato concesso il potere, se così desidera, di cercare un varco verso la libertà e di attraversarlo. E’ evidente a colui che vede, così come alle creature che lo attraversano, che l’Aquila ha concesso tale dono allo scopo di perpetuare la consapevolezza.” “Attraversare la frontiera verso la libertà non significa vita eterna nell’accezione comunemente data all’eternità, ossia vivere per sempre. Significa piuttosto che il guerriero è in grado di mantenere la consapevolezza che, di solito, viene abbandonata al momento della morte. Al momento dell’attraversamento, il corpo nella sua interezza è saturo di conoscenza. Ogni cellula diviene immediatamente consapevole di sé nonché della totalità del corpo.” ( Carols Castaneda, ‘La Ruota del Tempo’, pagg. 195 – 196 )

il fuoco dal profondo

Questo è propriamente quello che gli sciamani chiamano fare il fuoco dal profondo, ovvero un modo di andarsene da questo mondo senza morire, ridando indietro all’Aquila una copia della consapevolezza acquisita tramite le nostre esperienze di vita, senza però abbandonare la nostra forza vitale… fare il fuoco dal profondo vuol dire trasformare tutto il nostro essere in un’energia particolare che ‘conserva il marchio della nostra individualità’, trasferendo tutta la nostra consapevolezza nel corpo energetico e diventando pura energia… ed avendo in questo modo accesso a quella che viene definita la libertà totale.

Attraverso la Ricapitolazione possiamo restituire all’ Aquila la nostra consapevolezza acquisita abbandonando durante la nostra vita tutte le nostre esperienze.

 


Custodire il nostro Fuoco Interiore

Intervista con Renata Murez e Nyei Murez
pubblicata su Visionen Magazine, Giugno 2014.

Renata Murez e Nyei Murez sono le condirettrici creative di Cleargreen, società di Los Angeles fondata da Carlos Castaneda che sponsorizza workshops di Tensegrity®. Tensegrity® è l’adattamento moderno della via del benessere insegnato al Dr. Castaneda, Florinda Donner-Grau, Taisha Abelar e a Carol Tiggs da don Juan Matus, un veggente indiano Yaqui di Yuma, Arizona e Sonora, in Messico, ed erede di una stirpe di veggenti che ha origine in Messico più di diecimila anni fa. Tensegrity® include: Magical Passes ® (passi magici)-movimenti e respirazioni scoperti in stato di consapevolezza accresciuta dai veggenti del Messico antico, e che portano un benessere sia fisico che energetico, e comprende auto-riesame, il sognare e la pratica del silenzio, e una combinazione di trasformazione di tutti chiamata Theater of Infinity® (Teatro dell’Infinito): una pratica in cui i partecipanti recitano, con un gruppo di coetanei di supporto, scene della propria vita quotidiana in modo che possano rendere più consapevoli e vitali le scelte quotidiane.

Qui raccontano come praticare Tensegrity® e il Theater of Infinity® (Teatro dell’Infinito) aiutano a connettersi con e prendersi cura del proprio fuoco interiore, o energia vitale, muovendo vecchi e limitanti accordi sociali e culturali sul genere, età, ecc., per accedere all’essenza più profonda di chi siamo e perché veramente siamo qui.

Che cosa si intende per collegarsi con e prendersi cura del proprio fuoco interiore?

Per i veggenti del lignaggio da cui Tensegrity® nasce, ognuno di noi ha un fuoco interiore, un bagliore di vitalità e di consapevolezza che illumina e prende il sopravvento quando ci impegniamo in qualcosa con tutto il nostro essere. Gli spagnoli lo chiamano duende che viene dallo spagnolo antico duen de casa-proprietario della casa, e si riferisce ad un piccolo elfo o folletto creatura del mito iberico o latino-americano, spesso malizioso, che prende temporaneamente possesso di persone e mostra loro la meraviglia della natura.

Federico Garcia Lorca descrive duende come: quella “forza misteriosa che ognuno sente e nessun filosofo ha spiegato,” che “cresce bruscamente, all’interno, dalla pianta dei piedi, ‘” “insomma, lo spirito della terra …”

Quando ci connettiamo con il duende, quel fuoco interiore dentro di noi, il proprietario è in casa, per così dire. Siamo collegati con la nostra fonte creativa, la terra e i suoi cicli, la nostra anima, che è collegata, in stato di meraviglia, a ogni cosa.

Che cosa alimenta quella connessione con il proprio fuoco interiore? 

Un elemento chiave è: l’osservazione e l’allineamento con i propri cicli giornalieri di fuoco, l’ascesa e la caduta del proprio livello di energia. Ad esempio, se il tuo essere inizia ad animarsi con il sorgere del sole allora ti puoi allineare con questo e seguire quell’ascesa di energia, facendo alcuni momenti di silenzio per iniziare la giornata, sentendo i piedi sulla terra, praticando i Magical Passes® (Passi Magici). E mentre il sole si muove in alto, ti puoi sentire più aperto, un buon momento per pianificare telefonate e incontri e connetterti con gli altri. E se la tua fiamma inizia a diminuire con il sole intorno alle 16 o alle 17:00, piuttosto che tentare di “potere attraverso” quell’ora, o dire al capo la tua nuova idea per organizzare le attività di lavoro, potresti prendere alcuni momenti, fare dello stretching, andare fuori per un po’ di aria fresca, e salvare quella conversazione per un momento in cui hai più energia per interagire. Molte culture già seguono questa saggezza con la siesta.

Se seguiamo i nostri ritmi naturali di energia, allora impariamo a dirigere il nostro fuoco interiore più saggiamente, verso attività creative e produttive. Noi siamo meno propensi a mal indirizzare il nostro fuoco vitale in distrazioni inutili, o ad essere offesi dalle azioni altrui, o a trattare argomenti inutili. Se c’è una vera differenza di visione, possiamo approcciarla rispettosamente, con la nostra migliore presenza, in un momento in cui tutti sono più disponibili ad ascoltare gli uni gli altri e a trovare soluzioni.

Ed anche, seguendo i cicli del nostro fuoco interiore, abbiamo più energia e più consapevolezza per scegliere le azioni e gli accordi che sono in linea con la nostra vera essenza. Noi siamo meno propensi a tornare su contratti o accordi sociali inconsci e limitanti che offuscano la nostra fiamma, accordi basati sul genere sessuale, sull’età, ecc., come ad esempio: “Come donna, devo cercare di compiacere gli altri, ignorando le mie esigenze.” Oppure: “Come uomo, io devo finire questo lavoro da solo, dal momento che sembrerò debole se chiedo aiuto.” O: “Come uomo o donna di qualsiasi età, penso di poter fare tutto, e perché non posso farlo.” O: “Ho tenuto questo ritmo frenetico fin dai miei vent’anni, dovrei essere in grado di farlo ora.”

Mentre ci prendiamo cura della fiamma interiore, abbiamo più energia disponibile per rivedere e decidere: quali accordi personali realmente provengono dalla nostra essenza e quali vogliamo rivedere o evolvere, facendo i piccoli cambiamenti necessari, costantemente nel tempo, per creare e vivere nuovi accordi. Alcuni esempi di tali nuovi accordi potrebbero essere: “E’ più vantaggioso per tutti gli interessati, se faccio loro sapere che ho bisogno di aiuto per completare questo”, oppure “Posso sentire il benessere a qualsiasi età”, o “Ora vedo per esperienza che le cose funzionano meglio se regolo il mio ritmo.”

Carlos Castaneda diceva che lo stesso mondo degli esseri umani è un accordo. Ci viene insegnato da bambini come vedere e capire il mondo in un modo su cui tutti sono d’accordo. Tuttavia, ciò che noi chiamiamo realtà è solo un modo di vedere il mondo, un modo istituito con il nostro consenso sociale. Tale consenso sociale ci dà la possibilità di navigare nel mondo sociale, ma pone anche le nostre opzioni nella vita, e noi silenziosamente acconsentiamo, ponendo un limite alle nostre possibilità quasi illimitate, tagliando le nostre ali, per così dire. Oppure ci ribelliamo, facendo resistenza a quello che ci hanno insegnato, piuttosto che rivendicare i molteplici e vari doni che ci hanno dato.

E’ il nostro cammino nella vita, se lo scegliamo, di accedere al meglio di ciò che abbiamo imparato dalle nostre famiglie e culture, di abbracciare quei contratti che ci servono bene, e di andare oltre gli accordi che limitano, di far ricrescere le nostre piume, per trovare gli accordi reali del nostro cuore, quelli che aumentano anziché oscurano la nostra luce interiore.

Questo è illustrato molto bene dalle stesse parole di accordo, che trasmettono la condivisione di una visione, oppure andare insieme come unità: Einigung, Übereinkommen, Vereinbarung.

La radice latina, accordare, della parola ‘accordo’ nelle lingue romanze, accordo in italiano, accord in francese, acuerdo in spagnolo, si riferisce ad essere di un solo cuore, risonanza da cuore a cuore, o essenza a essenza.

Il cuore è dove siamo legati ognuno con il nostro essere di energia, il nostro fuoco interiore, o essenza dell’anima.

Quali sono le conseguenze sociali di persone che seguono il proprio “fuoco interiore”?

Una persona che ha quel fuoco interiore vivo può illuminare una stanza intera, un’intera comunità.

Ognuno di noi ha la propria luce unica da condividere. E arriva quando la chiamiamo. Può essere suscitata da qualcosa che ci ispira, o da una sfida degna. Se affrontiamo la paura che arriva incontrando una nuova sfida, la nostra paura può trasformarsi in eccitazione.

La psicologa Kelly McGonigal ha fatto una famosa conferenza online, su TED, in cui condivide la ricerca che dimostra che il nostro atteggiamento mentale, o il modo in cui vediamo le sfide o lo “stress” è intimamente legato alla nostra risposta fisiologica. Lei cita un recente studio di Harvard in cui i partecipanti sono stati addestrati a pensare alle proprie risposte in termini di stress – aumento del battito cardiaco, sudorazione, ecc. – come aiuto. Quando i partecipanti hanno fatto un “test di stress”, il loro battito cardiaco aumentava, ecc. ma, stranamente, i vasi sanguigni sono rimasti rilassati e aperti, una combinazione di risposta che rispecchia da vicino la fisiologia della gioia!

Inoltre, fa notare, quando siamo sotto stress, insieme all’adrenalina e altri ormoni, il nostro corpo rilascia anche ossitocina: un ormone legante! Così le nostre risposte biologiche naturali ci chiedono di connetterci con gli altri, piuttosto che isolarci durante una sfida.

Quindi, se vogliamo accedere alla nostra vera essenza, abbiamo bisogno di reinterpretare lo “stress”. Come ha detto don Juan Matus, “Un guerriero prende tutto come una sfida, mentre una persona normale prende tutto come una benedizione o una maledizione.” La nostra consapevolezza, il nostro benessere, il nostro fuoco interiore si arricchiscono affrontando le sfide. E tutti possiamo essere guerrieri di questo tipo, lavorare con gli altri per affrontare le sfide in modi che servono il benessere della nostra comunità.

Questo è dove la pratica del Theater of Infinity® (Teatro dell’Infinito) è così utile. Mentre recitiamo noi stessi, o altri in scene di vita quotidiana, possiamo ottenere un quadro più completo di come stiamo dirigendo il nostro fuoco interiore, l’atteggiamento che potremmo assumere abitualmente, il nostro dialogo interno, le nostre reazioni, risposte e scelte. E, impregnando quelle scene con l’energia fresca che i Magical Passes® (Passi Magici) portano, otteniamo una nuova visione del ruolo che abbiamo recitato, e come potremmo reindirizzare il nostro fuoco interiore per recitare la scena, e la nostra vita, in modo diverso.

Cominciamo a vedere che recitiamo molti ruoli in un giorno, e in una vita. E potremmo trovare una maggiore empatia per gli altri e i ruoli che interpretano. E possiamo scegliere se recitare i nostri ruoli con piccole fiamme di turbamento per lo “stress” che portano, o invece divertendoci per la sfida che presentano: le opportunità per imparare, per trovare il coraggio di andare oltre i contratti limitanti riguardo a quello che possiamo fare o essere, per accendere le parti nascoste della nostra anima, e nuove possibilità per la nostra comunità.


La morte come consigliera

La morte è il solo saggio consigliere che abbiamo. Ogni volta che senti, come a te capita sempre, che tutto va male e che stai per essere annientato, voltati verso la tua morte e chiedile se e vero; la tua morte ti dirà che hai torto; che nulla conta veramente al di fuori del suo tocco. La tua morte ti dirà: “Non ti ho ancora toccato”.

La morte è la nostra eterna compagna. E’ sempre alla nostra sinistra, a un passo di distanza. Ti è sempre stata a osservare. Ti osserverà sempre fino al giorno in cui ti toccherà.

Come ci si può sentire tanto importanti quando sappiamo che la morte ci da la caccia?

La cosa da fare quando sei impaziente, è voltarti a sinistra e chiedere consiglio alla tua morte. Ti sbarazzi di un’enorme quantità di meschinità se la tua morte ti fa un gesto, o se ne cogli una breve visione, o se soltanto hai la sensazione che la tua compagna è lì che ti sorveglia.

Devi chiedere consiglio alla morte e sbarazzarti delle maledette meschinerie proprie degli uomini che vivono come se la morte non dovesse mai toccarli.

Tu ti senti immortale, e le decisioni di un uomo immortale possono essere cancellate o rimpiante o dubitate. In un mondo in cui la morte è il cacciatore, non c’è tempo per rimpianti o dubbi. C’è solo il tempo per le decisioni.

Non importa quale sia la decisione, Non c’è cosa che sia più o meno seria di un’altra. Non capisci? In un mondo in cui la morte è il cacciatore non ci sono decisioni grandi o piccole. Ci sono solo decisioni che prendiamo di fronte alla nostra morte inevitabile.


Il Mistero

« Il primo precetto della regola è che tutto quel che ci circonda è un mistero imperscrutabile. »

« Il secondo, che noi dobbiamo cercare di svelare i misteri, ma senza sperare di riuscirvi mai. »

« Il terzo, che un guerriero, conscio dei misteri imperscrutabili che lo circondano, e del proprio impegno a cercar di svelarli, prende il posto che gli è dovuto tra gli altri misteri e si considera uno di loro. Di conseguenza, per un guerriero, il mistero dell’essere è senza fine, sia che si tratti di un ciottolo, di una formica o di se stesso. E questa l’umiltà del guerriero. Si è tutti uguali a tutto. »

Carlos Castaneda     Il dono dell’ Aquila

 

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Non ci sono gli altri

untitledMentre il nostro team di istruttori, Nyei Murez, Jim Morris e Teo Alfero stava ritornando a casa dopo il recente workshop a Paestum in Italia: “Salto nell’Abisso: Nascita ad un nuovo destino” gli istruttori hanno attraversato l’aeroporto Charles de Gaulle ed hanno approfittato della cortesia di quel luogo per collegare il computer al lavoro mentre riflettevano sulle foto di quel bellissimo evento, dove tutti i presenti hanno esplorato: Qual è il mio destino, la mia vera strada con un cuore? Che salti ho bisogno di fare nel baratro dell’ignoto e del nuovo per vivere la mia strada con un cuore?

Il pomeriggio successivo è arrivata la terribile notizia degli attentati a Parigi con una nuova sfida: quella di saltare nuovamente nell’ ignoto e di cercare il modo di cui dobbiamo crescere per rispondere.

Molte reazioni sono emerse: la paura, la tristezza e naturalmente anche l’odio / vendetta

Siamo stati rincuorati nel sapere che gli amici ed i colleghi a Parigi erano salvi, ma profondamente addolorati nell’ immaginare la vulnerabilità di coloro che sono semplicemente usciti per ascoltare musica o per andare a cena ed improvvisamente hanno incontrato un attentato mortale. I nostri cuori sono con coloro che hanno perso la vita o che sono stati feriti, e con le loro famiglie ed i loro amici. E poi sì, i nostri cuori sono anche con le famiglie sconvolte di coloro che hanno eseguito gli attacchi, che devono essersi chieste: Che cosa è andato storto? Che cosa avremmo potuto fare diversamente?

Tante perdite potrebbe non essere inutili se fossimo in grado di riflettere: Perché tali eventi ci riguardano così profondamente solo in alcuni casi? cosa possiamo fare?

Di seguito vi sono alcune riflessioni sul questo tema che abbiamo trovato utili: Iniziamo con Deepak Chopra nel suo saggio, “La ferita più profonda”, scritto più di quattordici anni fa, subito dopo l’11 settembre 2001:

Il destino ha voluto che stessi lasciando New York con un volo che è decollato 45 minuti prima che succedesse l’impensabile. Appena siamo atterrati a Detroit era scoppiato il caos. Quando ho realizzato il fatto che la sicurezza americana aveva fallito così tragicamente, in un primo momento non sono stato in grado di reagire. Mia moglie e mio figlio erano in viaggio su voli separati, uno diretto a Los Angeles e l’altro a San Diego. Il mio corpo si è irrigidito per la paura. Tutto quello che riuscivo a pensare riguardava la loro incolumità, e ci sono voluti diverse ore prima che scoprissi che i loro voli erano stati deviati e entrambi erano salvi. Stranamente, quando ho avuto la buona notizia, il mio corpo si sentiva ancora come se fosse stato investito da un camion. Mi è sembrato di avere subito un trauma enorme simile a quello delle migliaia di persone che non sarebbero sopravvissute e delle decine di migliaia di persone che sarebbero sopravvissute soltanto per vivere mesi e anni di inferno.

E mi sono chiesto: perché non mi sentivo in questo modo la settimana scorsa? Perché il mio corpo non è si è irrigidito durante il bombardamento dell’Iraq o della Bosnia? In tutto il mondo ogni giorno qualcuno prova il mio stesso orrore e la mia stessa preoccupazione. Le madri piangono orrende perdite, i civili vengono bombardati senza pietà, i rifugiati sono privati della loro casa o della loro patria. Perché non sento abbastanza la loro angoscia per porre fine a tutto questo?

Dr. Chopra continua a chiedersi: Non c’è stata una profonda ferita al cuore dell’umanità? Se vi fosse una ferita profonda, non dovrebbe influenzare tutti? … Se tutti noi fossimo stati feriti, funzionerebbe la vendetta? … Cosa faremo tu ed io come persone per ciò che sta accadendo? Possiamo permetterci di lasciare che la ferita diventi più profonda? E’ importante che noi preghiamo e offriamo conforto e ci aiutiamo l’un l’altro … Ma se tu ed io avessimo anche un solo pensiero di violenza o di odio contro chiunque, in quel momento, staremmo contribuendo a ferire ancora di più il mondo.

Caroline Myss, ha scritto questa settimana sugli attacchi di Parigi:

Questo è un tempo che può far sentire una persona totalmente indifesa oppure può fare in modo che si renda conto che deve rispondere alla chiamata per diventare piena di potere spirituale. Ogni singola persona è influenzata dagli eventi che si svolgono nel nostro mondo. Per quanto ci piacerebbe pensare il contrario, per quanto ci piacerebbe correre e nasconderci, spegnere la notizia e tornare indietro nel tempo quando questi orrori, come gli attentati terroristici di Parigi, non succedevano – dobbiamo affrontare la verità che stiamo vivendo nell’era dell’ inimmaginabile, dell’impensabile, e anche dell’ insopportabile.

Ma significa anche che siamo capaci di atti inimmaginabili di trasformazione e, inoltre, che ci siamo preparati per tali atti di bontà. Il lavoro interiore di trasformazione personale non riguarda la guarigione personale con il solo scopo di guarire sé stessi, ma in ultima analisi, il vero scopo è quello di diventare alla fine qualcuno pronto a cercare la guarigione di tutti gli altri, per diventare un canale di grazia nel mondo. Insieme diventiamo le nuove comunità spirituali – una “rete interiore” globale – collegata con l’intento collettivo e dedicata a unire gli atti di luce, generosità e umanità. Questa è ciò che significa essere “chiamato al servizio spirituale” nel mondo di oggi.

Possiamo avere altre informazioni su questo tema nel seguente scambio di battute con il noto saggio indiano Ramana Maharshi:

Domanda: Come dobbiamo trattare gli altri?

Ramana Maharshi: Non ci sono gli altri.