La Ricapitolazione

da “Tensegrità” pag.129 Secondo quanto insegnato da Don Juan ai suoi discepoli la ricapitolazione era una tecnica scoperta dagli sciamani dell’antico Messico e usata in seguito da tutti gli stregoni praticanti per vedere e rivivere le esperienze della loro vita, al fine di ottenere due obiettivi trascendentali: quello astratto, per rispetto di un codice universale, che richiede che la consapevolezza sia abbandonata al momento della morte e quello estremamente pragmatico di acquisire la fluidità percettiva.

https://practice.cleargreen.com/free-videos/second-group-the-recapitulation-long-form

La RICAPITOLAZIONE

Cosa diavolo sto facendo? Stupide pratiche sciamaniche… è tutto un inganno… devo tornare alla realtà… Ma quale realtà? … Che alternativa ho? Cosa lascio indietro che vale tanta pena trattenere… “La nostra eredità naturale consiste nel vivere e morire come deficienti. Questo è il momento per la rivoluzione” (Taisha Abelar “93). “Nel mondo di ogni giorno non cambiamo mai. Dove stiamo andando? Rimanere gli stessi mentre parliamo e parliamo di ideali non realistici?” (Chacmool “96). “Lo scopo è “quello estremamente pragmatico di acquisire la fluidità percettiva” (Carlos Castaneda “97). “Andando sempre più a fondo nel passato, comprendendo che la ripetitività del loro modo di percepire o interagire è così orrendamente noioso che non c’è niente di speciale in loro.” (Florinda Donner Grau “95). “Quando si interagisce con persone certamente si scambia energia. Un po’ di essa va persa o lasciata nelle cose. Attraverso le preoccupazioni o le profonde emozioni l’energia viene lasciata nel mondo e nelle persone”. (T.A. “95). “Essenzialmente vogliamo diventare senza forma, senza un modello di comportamento. La totale fluidità. E ciò ci riporta all’agguato. Un cacciatore non ha io, modelli, niente da affermare, punti fissi da mettere, domande, desideri. Tutto ciò viene eliminato attraverso la ricapitolazione. Inoltre dobbiamo fermare il dialogo interno.” (T.A. “95), “Ciò che i cacciatori realmente fanno è distaccarsi dall’io, il che equivale a dire che vogliono staccare la consapevolezza da quella posizione del punto d’unione dove la società, i nostri genitori, l’ambiente in cui siamo nati e le relazioni che abbiamo avuto ci hanno messo, forzandolo e, realmente, imprigionandolo. Quando ricapitoliamo e ci stacchiamo da ogni cosa che ci è successa il punto d’unione diventa fluttuante; può muoversi ed in modo molto armonioso. Partono da qui, con la loro lista e il loro posto, spazzano il passato e diventano internamente quieti, non accumulano più detriti. Poi raggiungono la capacità di estendere il loro silenzio ad ogni cosa che fanno.” (T.A. “95). “La ricapitolazione della nostra vita non ha mai fine per quanto l’abbiamo fatta bene una volta” (C.C. “93).

LA RICAPITOLAZIONE DEL MORIBONDO

La ricapitolazione è un atto naturale, che tutti gli esseri umani realizzano prima di morire. Di fatto è l’ultima azione compiuta dagli esseri viventi, appena prima di quella disintegrazione dell’individualità che è la morte. Ricapitolazione è ricordare, o più precisamente rivivere. È il momento in cui il corpo recupera ogni esperienza passata. Molte persone, resuscitate dopo alcuni minuti di morte clinica, raccontano che vedevano passare tutto quello che avevano vissuto. Non è tanto assurdo. Siamo perché ricordiamo. È la nostra capacità di associare e di ricordare che ci dà un senso di identità individuale e di continuità. È naturale che nel momento in cui stiamo per smettere di esistere, ricordiamo tutto ciò che ci ha permesso di essere noi stessi, per tutta la vita. È il momento in cui 1’io si congeda, rivivendo per l’ultima volta quello che in seguito non potrà più ricordare, quello che non sarà più, in nessun modo. Questo ripasso della vita è la ricapitolazione. Tornando al caso dei resuscitati, dopo tale esperienza parecchi di loro sono in grado di apprezzare l’esistenza con un equilibrio, una forza e una decisione molto maggiori di prima. Questo non è dovuto solo al fatto di aver visto la morte da vicino, cosa che senza dubbio nutre la coscienza della vita, ma anche al fatto di aver ricapitolato, per quanto in modo parziale, la loro vita.

imagesC6NVZSUY
LA MEMORIA DEL CORPO

La ricapitolazione è un fenomeno corporale che ha luogo nella totalità del nostro essere che ci permette di rivivere i sentimenti provati durante gli eventi che si ricapitolano. L’informazione che ne ricaviamo, generalmente non concorda con ciò che la nostra memoria ordinaria – quella mentale – ci racconta sulla nostra esistenza. Ricapitolare non è memoria ordinaria: la ricapitolazione è il non-fare della memoria. La memoria ordinaria ha a che fare solo con i pensieri, la ricapitolazione è una memoria sensibile che ha più a che fare con i sentimenti. Quando ricordiamo, è il nostro ego che ricorda per mezzo del dialogo interno, al quale aggiungiamo delle immagini. Nella ricapitolazione invece è il corpo che ricorda e lo fa liberando i sentimenti che ha immagazzinato. La maggior parte della gente è molto attaccata al proprio passato, perché il passato èil supporto fondamentale con il quale l’ego giustifica se stesso. Il passato determina ciò che siamo ed è a causa sua che ci sentiamo giustificati se continuiamo a comportarci come sempre, anche sapendo che non ci fa bene. Trascorriamo una gran parte del nostro tempo ricordando il passato. Ma ricordando ciò che ci è capitato, in realtà ricordiamo il discorso che abbiamo elaborato su quanto ci è accaduto. Non ricordiamo fatti, ma interpretazioni. Possediamo una memoria alternativa, nascosta nella consapevolezza dell’altro io, che non ha niente da spartire con le interpretazioni dell’ego. Ed è possibile recuperarla.

Attraverso la Ricapitolazione possiamo anche recuperare l’energia dispersa nella nostra vita e ridistribuirla in maniera uniforme in tutto il nostro essere.

COME RICAPITOLARE

Sono molti i modi in cui si può ricapitolare o rivedere i propri incontri—Carlos Castaneda descrisse la ricapitolazione della sua maestra Florinda Matus in uno scatolone, Taisha Abelar scrisse riguardo al suo inizio di revisione della sua vita in una caverna, spostandosi poi in una casa sull’albero. Florinda Donner-Grau descrisse una ricapitolazione mentre camminava in campagna. Ci sono praticanti che ricapitolano mentre lavano i piatti, o seduti vicino a un albero, oppure in un punto tranquillo della loro casa. La cosa importante è fare ciò che funziona meglio per voi, con il tempo che avete. Potete prendere solo dieci o quindici minuti alla fine della giornata e rivedere. Dove si è bloccata la mia energia? Come la posso liberare? Dove stava fluendo? Che cosa posso imparare dalle mie interazioni oggi?

All’ inizio, per comprendere bene il meccanismo, potete seguire questi punti:

1) Compila la lista degli eventi. “Elenca tutte le persone significative della tua vita. Puoi suddividerle in aree: per esempio amanti, familiari, amici…Conviene poi creare delle aree come scuole elementari, medie, militare, 1° lavoro, ecc. Non descrivere l’evento: utilizza un titolo che lo richiami. Se non riesci ad andare avanti, salta ad un’altra persona, ad un altro evento, non bloccarti. Procedi dal presente al passato. “Questo elenco viene incrementato dal ricordo di eventi impersonali nei quali non erano coinvolti degli esseri umani ma che devono comunque essere esaminati perchè sono in qualche modo legati alla persona che sta ricapitolando.” (C.C. “97). “Quando ricapitoliamo dobbiamo prima sganciare le cose vecchie : non dobbiamo iniziare con le relazioni attuali altrimenti le troncheremmo; non dobbiamo iniziare con la propria madre, questo è uno dei grandi rapporti e dobbiamo conservarlo per ultimo. Dobbiamo ricapitolare il sesso, il gioco principale, anche baciare racchiude una tremenda quantità di energia. Dobbiamo ricapitolare tutti i nostri incontri sessuali, evitando quelli attuali” (T.A. “94). “Gli stregoni dicono di partire sempre da qui perchè quella è l’energia che abbiamo fondamentalmente perso e se la recuperiamo ci daremo la spinta per ricapitolare anche le altre persone” (T.A. “95). ” Il primo passo consiste in un breve elenco di tutti gli eventi della vostra vita che risaltano in modo ovvio per essere riesaminati. Il secondo passo consiste nel ricordare in modo più dettagliato. (C.C. “81). La ricapitolazione dura anni per “richiamare la propria vita fino al più insignificante dettaglio”. (C.C. “81)

2) Trova un posto ed inizia la respirazione “Quando abbiamo completato la nostra lista, troviamo un posto che crea pressione sul nostro corpo energetico, per esempio un armadio. (T.A. “95) La cassa è uno strumento molto potente, utilizzala ! “Non indossate mai scarpe quando ricapitolate perchè, costringendo i piedi, impediscono la circolazione di energia.” (T.A. “92) “La procedura inizia con un respiro” (C.C. “81) “La respirazione risponde a due scopi: iniziare il processo e recuperare energia; eseguitela per diversi minuti; utilizzatela solo nel contesto della ricapitolazione”.

3) Osserva l’evento come se fosse un film. “Il ricordo dettagliato dei minimi particolari è richiesto in quanto è lo strumento necessario a migliorare la propria capacità di ricordare.” (C.C. “97) “Costruire la scena significa visualizzare tutti i dettagli pertinenti all’evento.” (T.A. “92) “Disporre lo scenario significa ricostruire l’evento, pezzo per pezzo, inizia a ricordare i dettagli fisici e dell’ambiente, poi passa alle persone con le quali hai interagito ed infine passa a te stesso, all’esame dei tuoi sentimenti”. ( C.C. 93 )

4) Rivivi l’evento da attore. “Dopo che l’evento è stato sistemato, il soggetto deve entrare personalmente nella scena.” (C.C. “97). Salta nel film : diventi l’attore e vivi in prima persona l’evento – l’enfasi è nel ricordare i sentimenti “quando abbiamo abbastanza dettagli, respiriamo a ventaglio” (respirazione spazzante) (T.A.”94).

5) Intensificazione. L’idea è quella di rivivere l’evento. A questo punto è il corpo che dovrebbe ricordare. Continua a ricordare l’evento “fino a quando tutti i sentimenti coinvolti nell’episodio non siano stati rivissuti”. “Attraverso la magia del respiro si raccolgono i filamenti che avete lasciato indietro” (C.C. “81). – “Convoca i sentimenti attraverso la verbalizzazione; per es. dici lentamente il nome della persona che vuoi ricapitolare con crescente intensità.” – “Parlagli come facevi allora ( ad alta voce )” – “Dai voce a pensieri e sentimenti” “Rivivere non è la stessa cosa di ricordare. Il ricordare è dettato dal pensiero di tutti i giorni mentre rivivere è dettato dal movimento del punto di unione. Ricapitolare è la chiave per muovere il punto di unione.” (C.C. “87) “Quando tutti gli elementi sono al loro posto, usate il respiro spazzante; il movimento della testa è quello di un ventilatore che rimescola tutto nella scena. Se state ricordando una stanza, per esempio, inspirate i muri, il soffitto, i mobili, le persone che vedete. Non fermatevi fino a che non avete assorbito tutti i pezzettini, fino all’ultimo, di energia che avete lasciato indietro. Il tuo corpo ti dirà quando ne ha avuto abbastanza. Ricorda, intendi inalare l’energia che hai lasciato nella scena che stai ricapitolando e intendi esalare l’energia estranea lasciata dagl’altri dentro di te” (T.A. “92)

6) Restaurazione energetica. “Il respiro è da sinistra verso destra ed è un’esalazione; in questo modo si espellono i filamenti che gli altri hanno lasciato nel nostro corpo luminoso.” (C.C. “81 )

7) Prendi una decisione. “Se il processo di ricapitolazione si ferma al punto precedente si rischia di ottenere degli effetti si positivi ma temporanei: rompere abitudini consolidate negl’anni richiede un lavoro complementare di lato sinistro e destro. La ricapitolazione non è esclusiva del nagual; deve trovare la sua controparte nel tonal; i due processi devono integrarsi (Quetzacoatl). “Mi assicurò che una ricapitolazione profonda e completa ci consente di essere consapevoli di ciò che vogliamo cambiare consentendoci di vedere le nostre vite senza delusione. Ci dà un attimo di pausa per scegliere se accettare il nostro consueto comportamento o se cambiarlo intendendolo via, prima che ci intrappoli completamente.” (T.A. “92)

La respirazione spazzante

“L’elemento chiave della ricapitolazione è la respirazione. Il respiro…è magico” (C.C. “81)

“Col mento sulla spalla destra inspiriamo girando la testa fino alla spalla sinistra e poi esaliamo muovendo indietro la testa verso la spalla destra e poi portando la testa al centro.” (T.A. “95) “Quando esalate buttate fuori tutti i pensieri e i sentimenti che state rivivendo. E non girate semplicemente la testa con i muscoli del collo. Guidatela con le invisibili linee di energia della vostra parte centrale (l’addome). Attrarre quelle linee a fuoriuscire è uno dei risultati della ricapitolazione.” (T.A. “92)

COME FARE LA RICAPITOLAZIONE di Maria Capaldi

Si inizia col fare un elenco delle persone che abbiamo conosciuto nella nostra vita, partendo dal presente ed andando indietro nel tempo, fino alla nascita… o al concepimento. Si parte dalle persone, perché è proprio attraverso le interazioni con gli altri che disperdiamo la maggior parte della nostra energia, soprattutto attraverso le relazioni di coppia, infatti sarebbe auspicabile iniziare proprio dalle persone con cui abbiamo avuto delle relazioni sessuali. Una volta fatta la lista, iniziamo dalla prima persona e cerchiamo di ricordare tutte le esperienze avute con lei: va fatto entrando nella scena in maniera totale, e più che ricordati, gli episodi vanno rivissuti, proprio come se fossimo lì in quel momento… rivediamo quella persona, le altre coinvolte -se c’enerano, gli spazi, i colori, i suoni, gli odori, i sapori; cosa abbiamo fatto, cos’abbiamo detto, cosa ci è stato detto o fatto… come abbiamo reagito; cosa stavamo pensando, com’era la posizione del nostro corpo ed il nostro stato d’animo… tutto, in ogni minimo dettaglio… tanto più riusciamo a rivivere, tanto più riusciamo a recuperare e liberare l’energia coinvolta in quell’interazione. Quando abbiamo ben chiara la scena in tutti i suoi particolari iniziamo a respirare utilizzando la tecnica del respiro spazzante, che consiste nel muovere delicatamente la testa da una parte all’altra, da una spalla all’altra, per il tempo necessario affinché la scena davanti a noi non ci dà più alcuna emozione. Poi ringraziamo, inviamo il nostro affetto e lasciamo andare. Attraverso il loro vedere i veggenti hanno capito che, poiché la respirazione è qualcosa di essenziale alla nostra sopravvivenza, è proprio attraverso la respirazione che possiamo ridare all’Aquila la consapevolezza che ci aveva prestato alla nascita. Tale respirazione è di per sé un atto magico, va fatta con l’intento specifico recuperare l’energia dispersa nelle nostre interazioni con gli altri: ridando indietro i filamenti energetici che gli altri hanno lasciato dentro noi e riprendendoci quelli che noi abbiamo lasciato negli altri. Quindi inspiriamo con l’intento di recuperare la nostra energia, ed espiriamo con l’intento di ridare indietro quella che non ci appartiene. In questa maniera, non solo liberiamo gli altri dai legami energetici che hanno con noi ridandogli la loro energia, ma recuperiamo anche la nostra integrità energetica; in modo che l’energia che è dentro di noi sia soltanto nostra… e questo è l’unico modo per sapere chi noi siamo veramente; ed è anche l’unico modo che abbiamo per entrare nell’Infinito, perché non è possibile farlo finché la nostra energia è mescolata con quella di altri esseri. Affinché l’Aquila ci permetta di passare oltre dobbiamo essere soltanto noi: il nostro guscio luminoso, pulito da qualsiasi legame: libero. Ricapitolando riusciamo a recuperare l’energia trattenuta in tutte le emozioni vissute in quella scena, e a liberarci di tutti i sentimenti e le emozioni moleste che ancora abbiamo riguardo a quella scena… in questo modo riusciamo anche a ripulire le nostre relazioni con gli altri, ad interagire con loro con più distacco; il che non vuol dire che non gli vogliamo più bene, anzi, è vero il contrario: quando non c’è più tutta la zavorra resta soltanto l’affetto… un puro e sincero sentimento di affetto astratto. Questo è anche l’unico modo di lasciare davvero libere le persone… l’unico modo di amarle veramente.

Inoltre, quando Ricapitoliamo spostando continuamente la nostra attenzione avanti e indietro nel tempo, dal presente al momento del passato che vogliamo rivivere, costringiamo, in qualche modo, ‘con la forza della memoria’ il nostro punto di assemblaggio a spostarsi avanti e indietro; e questo gli dà la fluidità necessaria, una fluidità che è di estrema importanza sia per poter affrontare l’ignoto, che per vivere appieno la nostra vita quotidiana… che in questo modo diventa molto più interessante, più diversificata e più intensa. Attraverso la Ricapitolazione possiamo acquistare anche la fluidità percettiva che deriva dallo spostamento del punto di assemblaggio ed individuare i nostri schemi di comportamento, da dove vengono, come si sono originati e come possiamo allargare la nostra percezione per non rimanere prigionieri di questi schemi. Se guardiamo bene ci rendiamo conto che in fondo facciamo sempre le stesse cose, ci mettiamo sempre nelle stesse situazioni, ripetendo sempre lo stesso modello di comportamento in maniera coatta, senza riuscire ad uscirne mai… tutti abbiamo i nostri schemi e non sono neanche tanti, forse uno, due o tre, al massimo… Ad esempio, se subiamo un trauma da piccoli le emozioni si contraggono e creano dei blocchi energetici in alcune parti ben precise del nostro corpo, il quale tende ad assumere delle posizioni specifiche proprie di quel tipo di trauma. Queste posizioni vengono poi memorizzate a livello microcellulare nel nostro corpo, ed ogni volta che il corpo rivive qualcosa di simile a quel tipo di trauma, tende a riassumere la stessa postura fisica e la mente a riattivare gli stessi pensieri. Così, possiamo dire che, ogni posizione del corpo è associata ad un dialogo mentale e viceversa, ed è ovvio che modificando l’uno cambia anche l’altro. Va precisato che per posizione del corpo non s’intende se stavamo in piedi, seduti, o sdraiati, ma cosa succede nel nostro corpo: mascelle serrate, stomaco contratto, schiena curvata in avanti, etc. Attraverso la Ricapitolazione è possibile vedere tutto questo e cambiarlo, possiamo anche decidere quello che vogliamo tenere nella nostra vita e quello che non ci serve, che ci fa solo disperdere stupidamente la nostra energia ed eliminarlo. Non dobbiamo per forza vivere tutta la nostra vita in un solco prestabilito, seguendo un solo modello di comportamento fino alla nausea, prosciugando in questo modo tutta la nostra energia; una volta che il modello è stato smascherato, possiamo abbandonarlo e cercare qualcos’altro di più confacente al nostro benessere fisco, mentale, emotivo ed energetico… possiamo scegliere! Possiamo scegliere se restare intrappolati tutta la vita nelle strette reti della socializzazione forzata, che siamo stati costretti ad accettare in maniera inconsapevole, o se vogliamo davvero decidere consapevolmente qualcosa per noi stessi, qualcosa che parta dall’essenza del nostro vero essere, possiamo scegliere di essere liberi… dipende solo da noi.

Ovviamente la Ricapitolazione non riguarda soltanto il nostro interagire con le altre persone, ma coinvolge anche tutto quello che abbiamo vissuto nella nostra vita, e soprattutto comprende anche gli avvenimenti impersonali in cui ci siamo imbattuti.

Il libro di C. Castaneda,, ‘Il lato attivo dell’infinito’ è la sua biografia astratta, intendendo con questo la ‘storia’ della sua vita totalmente ricapitolata. Una ‘storia’ che non ha più nulla di personale, in cui egli si limita ad elencare, seppur con un grande sentimento astratto, gli eventi memorabili della sua vita. Un evento memorabile è una vicenda della nostra vita, che non riguarda solo noi stessi ma interessa tutto il genere umano nel suo insieme, ed è qualcosa che accade ad un livello più sottile: è un fatto impersonale ed astratto. E’ un fatto di cui siamo stati testimoni e siamo stati in grado di cogliere la manifestazione dello spirito, qualcosa che ha cambiato per sempre la nostra vita. Così C. Castaneda in questo bellissimo libro ha voluto condividere con noi la sua vera, e più essenziale biografia, quella in cui è stato a contatto con l’Infinito… facendo un gesto, proprio nei confronti di quello stesso Infinito: liberarsene… per poter accedere a quella libertà totale, alla quale è possibile accedere soltanto dopo essersi liberati dalla propria storia personale.

lato-attivo-infinito[1]

Annunci