Energia sessuale

Intervista di Alexander Blair-Ewart a Florinda Donner-grau Testo estratto dal libro; Carlos Castanedea e le streghe del nagual

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A.B:Ogni Nagual ha un suo modo di lavorare. E’ vero che Castaneda e’ descritto come il Nagual dei cacciatori’?

F.D: si, ma ….non saprei e’ un sognatore.

A.B : certo,anche questo e’ innegabile.

F.D: e poi che significa sognare? Non cio’ che si intende comunemente. E’ uno stato diverso non ha niente a che vedere con l’essere addormentato, il tuo comportamento e’ perfettamente normale e coerente, ma c’é qualcosa in te che agisce energeticamente ad un livello diverso.

A.B: un qualcosa che é anche nei tuoi occhi. Un qualcosa nei tuo occhi che significa anche guardare due mondi simultaneamente.

F.B: esatto. E questo significa inoltre demolire la barriera percettiva; tutto cio’ che percepiamo, qualunque cosa sia viene filtrato dal sistema sociale. Intellettivamente siamo disposti ad ammettere che la percezione é determinata dalla cultura, ma ne rifiutiamo l’esistenza ad altri livelli. Tutto ciò é assurdo, perche’ in realtà un altro livello esiste. Dico soltanto, visto che sono coinvolta con queste persone e al tempo stesso vivo in questo mondo, che e’ possibile percepire a entrambi i livelli ed essere completamente coerente e impeccabile in ambedue.

A.B ..a proposito di impeccabilita’, che cos’e’?

F.D:..sapere esattamente cosa dover fare, soprattutto per le donne; noi donne siamo state educate a essere creature insignificanti. E’ incredibile come le donne siano cosi’ insignificanti. Non dico che gli uomini non lo siano, solo che essi, comunque la si voglia mettere, sono sempre dalla parte vincente. Perdenti o no, il modello dominante e’ maschile. Il nostro mondo e’ un mondo maschile, qualunque sia la posizione economica delle donne il loro atteggiamento verso una qualche ideologia femminista. Nella nostra società i vincitori son sempre gli uomini.

A.B..Nel libro tu dici che le donne sono rese schiave dal loro attaccamento alla sessualita’ maschile. Puoi parlarne?

F.D.. Certamente. Prima di tutto, una delle cose che piu’ mi hanno sconvolta e che mi son rifiutata di credere per un certo tempo era quest’idea della nebbia provocata dal rapporto sessuale. Mi venne inoltre spiegato che quello che realmente accade nel rapporto sessuale é che, quando l’uomo eiacula, non solo la donna riceve il seme, ma in quell’attimo di esplosione energetica si formano quelli che Don Juan chiama “vermi energetici”, filamenti. E questi filamenti rimangono nel corpo. Da un punto di vista biologico, fanno sì che il maschio ritorni dalla stessa femmina e si prenda cura della prole. Egli riconoscerà la sua prole dai filamenti a un livello energetico totale.

A.B..Qual é lo scambio di energia nel rapporto sessuale ?

F.D..La donna nutre l’uomo energeticamente. Secondo don Juan le donne sono la pietra angolare della perpuatuazione della specie umana, e la maggior parte dell’energia proviene dalle donne, che non solo tengono in grembo, partoriscono e allevano i figli, ma garantiscono anche la posizione del maschio all’interno di questo processo.

A.B..Quindi la donna e’ assoggettata per via di questa nebbia. Come fa ad affrancarsi?

F.D..Se parliamo da un punto di vista biologico, e’ assoggettata? Secondo gli stregoni sì, nel senso che la donna si osserva sempre attraverso il maschio, non ha scelta. Mi arrabbiavo moltissimo tutte le volte che discutevamo di questo; piu’ volte ritornavo sull’argomento con loro, soprattutto perché questo accadeva nei primi anni settanta, quando il movimento femminista stava raggiungendo il suo apice. Io mi opponevo alla loro idea, dicendo, no, le donne hanno fatto dei passi da gigante”. Guardate cosa hanno raggiunto”. E loro di rimando: “no. Non hanno raggiunto niente”. Per gli stregoni, la rivoluzione sessuale – e bada bene che non erano pudici, non erano moralisti, erano solo interessati all’energia -, il fatto che le donne fossero liberate sessualmente in certo qual modo le rendeva ancor più schiave perché non si limitavano più a nutrire energeticamente un solo maschio, ma molti.

A.B.:Interessante.

F.D..Per loro tutto questo aveva del paradossale e ciò che sta accadendo in questi giorni era stato previsto da don Juan negli anni settanta. Egli diceva che la sorte delle donne sarebbe precipitata, che si sarebbero indebolite, e lo sono. Le poche donne con cui ho parlato – durante conferenze e in occasione della presantazione dei miei libri – concordavano con queste idee, e la cosa é molto interessante. Credevo infatti di incontrare notevoli difficoltà sull’argomento,ma proprio quelle donne che avevano avuto numerosi amanti affermavano di essere esauste, e non sapevano perché.

A.B..Stiamo quindi parlando di qualcosa che va al di là della sessualità.

F.D..Originariamente, al di là dell’aspetto sessuale, il femminile, l’utero, fa’ sì che la donna sia più vicina allo spirito, in quel processo di avvicinamento alla conoscenza che è l’essere nel sogno. L’uomo e’ un cono rivolto verso l’alto, e stando alla definizione di cono è distinato a raggiungere un punto terminale. Il cono é una forza energetica. Egli lotta perché non é vicino allo spirito, o come si voglia chiamare la grande forza energetica presente tutta intorno a noi. Secondo gli stregoni, la donna é esattamente l’opposto, il cono é rovesciato. Le donne sono collegate in maniera diretta a questa forza, perché per lo stregone l’utero non e’ solo un organo della riproduzione, e’ un organo deputato ai sogni, un secondo cervello.

A.B..E’ un cuore.

F.D..E’ un cuore, e di fatto le donne aquisiscono conoscenza in maniera diretta, eppure non ci e’ mai stao consentito, nella nostra societa’ come in altre, di definire cosa sia la conoscenza. E le donne che creano o aiutano a formulare il corpo di conoscenze lo devono fare in termini maschili. Prendiamo una donna che fa’ ricerca: se non rispetta le regole stabilite in precedenza dal maschio, i suoi lavori non verranno mai pubblicati. Puo’ compiere delle piccole deviazioni, ma sempre entro la medisima matrice. Alla donne non é permesso fare nient’altro.

A.B.. Quindi la sciamana e’ colei che sfugge a questo ipnotismo.

F.D..All’ipnotismo sociale,sì. E’ molto interessante che tu accenni all’idea dell’ipnotismo anche don Juan diceva sempre – ai tempi in cui la psicologia ruotava attorno alle teorie Freudiane – che eravamo troppo passivi. Per noi la scelta era invariabilmente tra Mesmer e Freud. Esseri mesmerici, ecco cosa siamo non abbiamo mai intrapreso quell’altra via….

A.B..La via dell’energia, giusto.
F.D..E ciò non sarebbe mai accaduto se Freud non avesse avuto la supremazia.

A.B..Beh, adesso l’ha persa.

F.D..No, non prorio perché se si considera tutto ,chissà quante generazioni ci vorranno prima che la perda. Diciamo che e’ stato screditato intellettualmente, però l’intera nostra cultura….parliamo tutt’ora in quei termini, comprese le persone che neppure sanno chi é Freud. Fa’ parte del nostro linguaggio, della nostra cultura.

A.B..Si, lo so’. E’ molto frustrante aver a che fare con persone che si accostano alla realtà da questa prospettiva psicologica ormai trita.

F.D..Certo. E non sanno neppure da dove provenga, perché fa’ parte del nostro bagaglio culturale.

A.B.. La sciamana però é affraccanta da questa condizione.

F:D..beh, affrancata nel senso che una volta vista la struttura sociale per quello che é -un accordo-per lo meno sei più cauta nell’accettarla. La gente dice: “Guarda quanto é diversa la vita dai tempi di tua nonna di tua madre”. Non vero, rispondo, é solo una questione di grado, ma nulla é diverso. Se avessi vissuto la mia vita alla maniera stabilita per me..certo,sarei più istruita, avrei avuto maggiori possibilità, avrei comunque fatto la fine di tutti, sposata, frustrata, con figli che probabilmente adesso odierei

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La Tensegrità a Milano

Il predatore che don Juan mi aveva descritto non aveva nulla di benevolo. Era immensamente grande, osceno, indifferente. Avevo percepito con chiarezza il disprezzo che provava nei nostri confronti. Non c’era da dubitare che tanto tempo addietro quelli della sua specie ci avessero schiacciati, rendendoci, come aveva detto don Juan, deboli, vulnerabili e docili. Mi tolsi gli indumenti bagnati, infilai un poncho, poi mi sedetti e piansi fino a non poterne pii. Ma non era per me stesso che piangevo. A difendermi dai predatori avevo la mia collera, il mio inflessibile intento. Piangevo per i miei simili e soprattutto per mio padre. Fino a quel momento non mi ero reso conto di quanto lo amassi. “Non ha mai avuto una sola possibilità” mi sentii ripetere più volte, come se quelle parole non mi appartenessero. ll mio povero padre, la persona più premurosa che avessi mai conosciuto, cosi tenero, così gentile, cosi inerme.
Carlos Castaneda Il lato attivo dell’ infinito

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Classi di Tensegrity® Cleargreen
Domenica 5 novembre 2017
Palestra Yogarte h 17,00 – 19,00
Milano

Ciclicità Serie X
Ripulire i nostri legami – Madre e Padre
Seconda Parte: Il Padre

“Essere uno stregone significa “andare alla sorgente”. Una volta che noi accettiamo la nostra sorgente biologica, le nostre madri, e padri, la libertà della percezione si apre…” – Carlos Castaneda
Raggiungere e mantenere questo stato di maggiore consapevolezza, tuttavia, può essere spesso una strada lunga e da conquistare con fatica, e questa serie di lezioni sulla nostra connessione con nostro padre, può agire per facilitare il nostro cammino e spingerci in avanti.

In queste Lezioni esperienziali:
1) vedremo chi si comportava come nostro padre tra i nostri antenati;
2) troveremo scene relative a questo;
3) seguiremo una meditazione guidata attraverso la vita adulta e l’infanzia di nostro padre, cercando di capire chi sono al di là del loro ruolo di genitore, ciò che sono riusciti a realizzare e a sognare, ed il lignaggio al quale loro e noi apparteniamo;
4) scriveremo lettere di gratitudine;
5) cambieremo il nostro punto di vista su noi stessi e ci chiederemo: Cosa abbiamo fatto noi? E come ci siamo comportati noi in questo ruolo di padre con qualcun altro nella nostra vita?
A meno che non abbiamo una famiglia nostra, noi possiamo non renderci conto che spesso i nostri genitori non sono gli unici ad avere degli obblighi familiari.

Anche noi, come figli, siamo chiamati a un compito – raccogliere le parti migliori di loro, e del lignaggio al quale noi apparteniamo, e portarle avanti…

Sede
Il centro Yogarte si trova in: Via M. Albertinelli 6, 20148 Milano (ang. P.le Segesta)Mezzi pubblici nelle vicinanze:
M5 Segesta — Metro 5, fermata SEGESTA
M1 Lotto — Metro 1, fermata LOTTO
Tram 16
Bus 98
Bus 49

Note
Indossare abiti comodi e scarpe da ginnastica.
Portare carta e penna (o il vostro diario di “navigazione”), se lo si desidera il proprio materassino (il centro dispone comunque di materassini, coperte e cuscini).
La partecipazione ad ogni Lesione (Classe) richiede un contributo di 20,00 Euro. Il pagamento può essere fatto all’inizio di ogni lezione.
Le lezioni sono aperte a tutti, esperti e nuovi praticanti
Le lezioni verranno condotte da Andrea Delsin – Facilitatore di Tensegrity®.
Per iscriversi è necessario inviare una mail a delsin@live.it con nome cognome e numero di telefono

NOTA IMPORTANTE: alcuni “Passi Magici” comportano dei movimenti che coinvolgono tutto il corpo. Segnalare prima della pratica se ci sono impedimenti, disfunzioni o parti del corpo dolorose e soggette a qualsiasi forma di terapia.

In questa Prima Serie di 4 Lezioni ci focalizzeremo sulla nostra relazione con nostro Padre, o con chi ne ha fatto le veci – e praticheremo i Passi Magici della “Serie Maschile – Focalizzare l’energia dei tendini”, presenti nel libro di Tensegrità.

Il prossimo Ciclo di quattro Lezioni (Ciclicità XI – previste verso Dicembre/Febbraio 2018): Onorando i nostri Partners – Passato e Presente.

Queste Lezioni sono offerte da Cleargreen Inc. in collaborazione con i Facilitatori e dai Facilitatori in formazione di Tensegrity® nei Gruppi di Pratica di tutto il mondo.

Info: delsin@live.it


La morte come consigliera

La morte è il solo saggio consigliere che abbiamo. Ogni volta che senti, come a te capita sempre, che tutto va male e che stai per essere annientato, voltati verso la tua morte e chiedile se e vero; la tua morte ti dirà che hai torto; che nulla conta veramente al di fuori del suo tocco. La tua morte ti dirà: “Non ti ho ancora toccato”.

La morte è la nostra eterna compagna. E’ sempre alla nostra sinistra, a un passo di distanza. Ti è sempre stata a osservare. Ti osserverà sempre fino al giorno in cui ti toccherà.

Come ci si può sentire tanto importanti quando sappiamo che la morte ci da la caccia?

La cosa da fare quando sei impaziente, è voltarti a sinistra e chiedere consiglio alla tua morte. Ti sbarazzi di un’enorme quantità di meschinità se la tua morte ti fa un gesto, o se ne cogli una breve visione, o se soltanto hai la sensazione che la tua compagna è lì che ti sorveglia.

Devi chiedere consiglio alla morte e sbarazzarti delle maledette meschinerie proprie degli uomini che vivono come se la morte non dovesse mai toccarli.

Tu ti senti immortale, e le decisioni di un uomo immortale possono essere cancellate o rimpiante o dubitate. In un mondo in cui la morte è il cacciatore, non c’è tempo per rimpianti o dubbi. C’è solo il tempo per le decisioni.

Non importa quale sia la decisione, Non c’è cosa che sia più o meno seria di un’altra. Non capisci? In un mondo in cui la morte è il cacciatore non ci sono decisioni grandi o piccole. Ci sono solo decisioni che prendiamo di fronte alla nostra morte inevitabile.


Il Mistero

« Il primo precetto della regola è che tutto quel che ci circonda è un mistero imperscrutabile. »

« Il secondo, che noi dobbiamo cercare di svelare i misteri, ma senza sperare di riuscirvi mai. »

« Il terzo, che un guerriero, conscio dei misteri imperscrutabili che lo circondano, e del proprio impegno a cercar di svelarli, prende il posto che gli è dovuto tra gli altri misteri e si considera uno di loro. Di conseguenza, per un guerriero, il mistero dell’essere è senza fine, sia che si tratti di un ciottolo, di una formica o di se stesso. E questa l’umiltà del guerriero. Si è tutti uguali a tutto. »

Carlos Castaneda     Il dono dell’ Aquila

 

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Non ci sono gli altri

untitledMentre il nostro team di istruttori, Nyei Murez, Jim Morris e Teo Alfero stava ritornando a casa dopo il recente workshop a Paestum in Italia: “Salto nell’Abisso: Nascita ad un nuovo destino” gli istruttori hanno attraversato l’aeroporto Charles de Gaulle ed hanno approfittato della cortesia di quel luogo per collegare il computer al lavoro mentre riflettevano sulle foto di quel bellissimo evento, dove tutti i presenti hanno esplorato: Qual è il mio destino, la mia vera strada con un cuore? Che salti ho bisogno di fare nel baratro dell’ignoto e del nuovo per vivere la mia strada con un cuore?

Il pomeriggio successivo è arrivata la terribile notizia degli attentati a Parigi con una nuova sfida: quella di saltare nuovamente nell’ ignoto e di cercare il modo di cui dobbiamo crescere per rispondere.

Molte reazioni sono emerse: la paura, la tristezza e naturalmente anche l’odio / vendetta

Siamo stati rincuorati nel sapere che gli amici ed i colleghi a Parigi erano salvi, ma profondamente addolorati nell’ immaginare la vulnerabilità di coloro che sono semplicemente usciti per ascoltare musica o per andare a cena ed improvvisamente hanno incontrato un attentato mortale. I nostri cuori sono con coloro che hanno perso la vita o che sono stati feriti, e con le loro famiglie ed i loro amici. E poi sì, i nostri cuori sono anche con le famiglie sconvolte di coloro che hanno eseguito gli attacchi, che devono essersi chieste: Che cosa è andato storto? Che cosa avremmo potuto fare diversamente?

Tante perdite potrebbe non essere inutili se fossimo in grado di riflettere: Perché tali eventi ci riguardano così profondamente solo in alcuni casi? cosa possiamo fare?

Di seguito vi sono alcune riflessioni sul questo tema che abbiamo trovato utili: Iniziamo con Deepak Chopra nel suo saggio, “La ferita più profonda”, scritto più di quattordici anni fa, subito dopo l’11 settembre 2001:

Il destino ha voluto che stessi lasciando New York con un volo che è decollato 45 minuti prima che succedesse l’impensabile. Appena siamo atterrati a Detroit era scoppiato il caos. Quando ho realizzato il fatto che la sicurezza americana aveva fallito così tragicamente, in un primo momento non sono stato in grado di reagire. Mia moglie e mio figlio erano in viaggio su voli separati, uno diretto a Los Angeles e l’altro a San Diego. Il mio corpo si è irrigidito per la paura. Tutto quello che riuscivo a pensare riguardava la loro incolumità, e ci sono voluti diverse ore prima che scoprissi che i loro voli erano stati deviati e entrambi erano salvi. Stranamente, quando ho avuto la buona notizia, il mio corpo si sentiva ancora come se fosse stato investito da un camion. Mi è sembrato di avere subito un trauma enorme simile a quello delle migliaia di persone che non sarebbero sopravvissute e delle decine di migliaia di persone che sarebbero sopravvissute soltanto per vivere mesi e anni di inferno.

E mi sono chiesto: perché non mi sentivo in questo modo la settimana scorsa? Perché il mio corpo non è si è irrigidito durante il bombardamento dell’Iraq o della Bosnia? In tutto il mondo ogni giorno qualcuno prova il mio stesso orrore e la mia stessa preoccupazione. Le madri piangono orrende perdite, i civili vengono bombardati senza pietà, i rifugiati sono privati della loro casa o della loro patria. Perché non sento abbastanza la loro angoscia per porre fine a tutto questo?

Dr. Chopra continua a chiedersi: Non c’è stata una profonda ferita al cuore dell’umanità? Se vi fosse una ferita profonda, non dovrebbe influenzare tutti? … Se tutti noi fossimo stati feriti, funzionerebbe la vendetta? … Cosa faremo tu ed io come persone per ciò che sta accadendo? Possiamo permetterci di lasciare che la ferita diventi più profonda? E’ importante che noi preghiamo e offriamo conforto e ci aiutiamo l’un l’altro … Ma se tu ed io avessimo anche un solo pensiero di violenza o di odio contro chiunque, in quel momento, staremmo contribuendo a ferire ancora di più il mondo.

Caroline Myss, ha scritto questa settimana sugli attacchi di Parigi:

Questo è un tempo che può far sentire una persona totalmente indifesa oppure può fare in modo che si renda conto che deve rispondere alla chiamata per diventare piena di potere spirituale. Ogni singola persona è influenzata dagli eventi che si svolgono nel nostro mondo. Per quanto ci piacerebbe pensare il contrario, per quanto ci piacerebbe correre e nasconderci, spegnere la notizia e tornare indietro nel tempo quando questi orrori, come gli attentati terroristici di Parigi, non succedevano – dobbiamo affrontare la verità che stiamo vivendo nell’era dell’ inimmaginabile, dell’impensabile, e anche dell’ insopportabile.

Ma significa anche che siamo capaci di atti inimmaginabili di trasformazione e, inoltre, che ci siamo preparati per tali atti di bontà. Il lavoro interiore di trasformazione personale non riguarda la guarigione personale con il solo scopo di guarire sé stessi, ma in ultima analisi, il vero scopo è quello di diventare alla fine qualcuno pronto a cercare la guarigione di tutti gli altri, per diventare un canale di grazia nel mondo. Insieme diventiamo le nuove comunità spirituali – una “rete interiore” globale – collegata con l’intento collettivo e dedicata a unire gli atti di luce, generosità e umanità. Questa è ciò che significa essere “chiamato al servizio spirituale” nel mondo di oggi.

Possiamo avere altre informazioni su questo tema nel seguente scambio di battute con il noto saggio indiano Ramana Maharshi:

Domanda: Come dobbiamo trattare gli altri?

Ramana Maharshi: Non ci sono gli altri.


IL FUOCO DAL PROFONDO

Incontro di pratica di Tensegrità a Varese


I Passi Magici di Carlos Castaneda

“Il Fuoco dal Profondo”

“…Il bagliore prodotto da uno stato di consapevolezza totale , si vede come uno scoppio di incandescenza in tutto l’uovo luminoso. E’ un’esplosione di luce di una tale portata che i confini del guscio sono diffusi e le emanazioni interne si estendono oltre… Per i veggenti, questo è il momento in cui bruciano dall’interno… E nella piena consapevolezza si fondono con le emanazioni in grande, e scivolano nell’eternità”.

– don Juan Matus

Accendere ‘il fuoco dall’interno,’ bruciare con un bagliore di consapevolezza dentro, è il momento in cui tutte le parti comunicanti di noi stessi – la nostra mente, il corpo, le emozioni e lo spirito – si fondono in un solo scoppio luminoso di coesione, spingendoci verso l’infinito. Gli antichi cercavano di sperimentare il loro ‘fuoco interno che brucia dentro’, nella loro passione per la vita durante il loro transito terreno, in tutti gli aspetti della loro vita.

I nostri antenati guardavano la luna e le galassie muoversi attraverso il cielo notturno, e audacemente disponevano le loro città e pianificavano le migrazioni in base a quelle osservazioni. Notarono quanti giorni di sole venivano seguiti da quanti giorni di pioggia e poi di nuovo di sole e, guidati solo dal loro sapere interiore, misuravano le stagioni in mesi e determinavano quando piantare e quando raccogliere. Prestarono attenzione ai cicli del sole, della Terra e della Luna, della luce e e dell’oscurità e svilupparono, senza precedenti, un sistema di ventiquattro ore per marcare il tempo.

Vivendo creativamente la vita, ispirati dalla terra e dalle sue meraviglie, quei veggenti partecipavano alle emanazioni della terra. Allinearono le loro menti, il corpo, le emozioni e lo spirito, accendendo le emanazioni che condividevano con la terra, molto similmente al modo in cui l’aria, la materia, l’acqua e il calore si mescolano al fuoco nel centro della Terra, e nuotavano tra le correnti della terra, ricevendo e sentendo la sua spinta energetica.

Questo sforzo rimane possibile oggi. Conoscere il nostro ciclo quotidiano, quando ‘ribolliamo con passione all’interno’ e quando non lo facciamo, all’interno del ciclo di luce e di oscurità della terra, l’attività e la calma, tutto questo ci dà la forza per vivere in modo creativo e manifestare i nostri sogni più ambiti con la ‘scintilla di presenza’ – la nostra capacità di portare il nostro meglio alla situazione a portata di mano.

E così dobbiamo chiederci: Sappiamo quando la nostra mente, il corpo, le emozioni e lo spirito entrano in allineamento, incandescenti con fervore e quando si calmano e si raffreddano? Siamo consapevoli in quale parte del giorno, pomeriggio o notte ‘brilliamo da dentro’ e quando ci ‘raffreddiamo’? E se siamo consapevoli di questo flusso – programmiamo la nostra attività fisica nel momento in cui siamo più abili fisicamente, i progetti di lavoro e le decisioni, quando siamo più vigili mentalmente, il tempo con i nostri cari e con gli amici quando siamo emotivamente disponibili, la nostra connessione più profonda con lo spirito quando è più ispirata, e il nostro sonno quando ci rilassiamo naturalmente?

Allineare noi stessi in questo modo, scegliendo di vivere nel nostro ciclo interno di fuoco e di calma in allineamento con il ciclo della terra, ci consente di risparmiare energia. Potremmo non ritrovarci più a correre senza fiato dopo ogni invito, dicendo ‘sì’ per dovere, senso di colpa, o per la ricerca di approvazione o di affetto. Allo stesso modo, potremmo non ritrovarci più a dire ‘no’ a possibilità importanti, a causa della mancanza di energia, di essere impreparati e alla possibile paura di fallire o di sembrare ridicoli. Invece, possiamo sviluppare l’impeccabilità dei veggenti – l’arte di conoscere e di controllare con noi stessi e con il nostro ritmo interno, e decidere quando ai nostri giorni, nella vita, è il momento migliore per agire, astenersi, condividere e fluire con gli altri, e riposare.

Questo è l’intento dell’incontro di pratica di questa sera. In esso si praticherà la serie di Tensegrity® chiamata “La forma del Fuoco dal Profondo”, presentata in occasione dell’ultimo seminario di Tensegrity a Monaco di Baviera, con il tamburellare del battito del cuore della terra. Accenderemo la luce della nostra consapevolezza sul nostro ciclo giornaliero di acutezza mentale, fisica, emozionale e spirituale, in modo da notare quando sperimentiamo i suoi “picchi” e gli “avvallamenti’.

Esploreremo, praticanto la forma del fuoco dal profondo con differenti modalità, come possiamo vivere il nostro fuoco interno secondo le sue differenti espressioni di espansione, luce, movimento, trasformazione.

Operatori

Luciano Silva


Dove e quando

Sede: Via Campagna 80 – Induno Olona (Varese)

Venerdì 24 Ottobre ore 21.00 (durata circa 1 ora e mezza)

Note

  • Indossare abiti comodi e scarpe da ginnastica.
  • Portare carta e penna (o il vostro diario di “navigazione”), se lo si desidera il proprio materassino (il centro dispone comunque di materassini, coperte e cuscini).
  • La lezione verrà condotta da Luciano Silva – facilitatore certificato di Tensegrity®.

Alcuni “Passi Magici” comportano dei movimenti che coinvolgono tutto il corpo. Segnalare prima della pratica se ci sono impedimenti, disfunzioni o parti del corpo dolorose e soggette a qualsiasi forma di terapia. L’Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico non si assume alcuna responsabilità in caso di danni accidentali o conseguenti dovessero accadere durante o dopo lo svolgimento della pratica.


Costo dell’evento

La partecipazione all’evento ha un costo di 25,00 Euro.

http://www.ilcerchiosciamanico.it/evento/354/il-fuoco-dal-profondo.html